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Dall'omelia del nostro Vescovo Delpini 

VIA CRUCIS PER LA ZONA PASTORALE VII

Cinisello Balsamo – 10 marzo 2026

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Facciamo l’elogio del gesto inutile

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Il gesto inutile non gode buona fama tra le persone serie

            Le persone serie, infatti, si interessano delle cose serie. Perciò, fanno le cose utili. Di tutto quello che si fa si domandano: a che cosa serve? Quanto rende? Quanto costa? Quello che abbiamo fatto è stato un successo o un fallimento? Quanta gente ha partecipato?

            Le persone serie hanno una idea molto seria del tempo: il tempo è denaro, dicono. Perciò va speso bene. Non è serio perdere tempo: se puoi andare veloce, perché dovresti andare adagio? Chi cammina lento è giusto che rimanga indietro: io devo arrivare in fretta. Le persone serie non hanno tempo per andare a trovare i malati, non hanno tempo per giocare con i bambini, non hanno tempo per pregare, non hanno tempo per camminare adagio insieme alla nonna anziana che si appoggia al bastone. Tutte cose che non rendono niente, che non servono a niente.

            Le persone serie insegnano anche ai piccoli a dedicarsi alle cose serie. Sono un po’ noiose le persone serie: insegnano a trasformare anche il gioco in affare ed anche i ragazzi non giocano più per giocare, ma per vincere e diventare campioni. E così le feste diventano raccolte di regali, i giorni liberi dal lavoro servono per inseguire i saldi e comprare, comprare, comprare.

 

Le persone serie non apprezzano il gesto inutile, anche perché non ha prezzo.

            Sulla via della croce compare anche una donna che asciuga il volto di Gesù. Le persone serie l’avranno criticata: a che cosa serve? Ma Gesù l’ha ringraziata: ha desiderato lasciare alla donna del gesto inutile il ricordo del suo volto ferito, la vera icona di un ingiusto soffrire scritto sulle vie del calvario come messaggio d’amore.

            Il gesto inutile di Veronica è l’interpretazione del fallimento della missione di Gesù. Infatti, le persone serie hanno valutato severamente la storia di Gesù: è stato utile quando moltiplicava il pane, quando trasformava l’acqua in vino, quando liberava gli ossessi dalle loro ossessioni e restituiva la vista ai ciechi e l’agilità ai paralitici. Ma a che cosa mai può servire l’andare a morire così? Ma la Veronica si è lasciata commuovere dall’ingiusto soffrire e la commozione è diventata amore per stare vicina all’amore.

 

Elogio del gesto inutile

            Percorrendo la via della croce contempliamo il gesto commovente della Veronica e facciamo l’elogio del gesto inutile.

            Facciamo l’elogio di tutti coloro che trovano il tempo per stare vicini a chi soffre, anche se non sono pagati, anche se non è il loro mestiere.

            Facciamo l’elogio dei ragazzi che sono capaci di giocare per giocare, per stare insieme, anche se non c’è una partita da vincere o un posto in classifica da conquistare.

            Facciamo l’elogio di quelli che pregano per stare vicini a Gesù perché lo amano, anche se non hanno favori da chiedere o miracoli da sperare.

            Facciamo l’elogio di quelli che prendono il passo lento di chi cammina a fatica o non cammina per niente, perché si sentono parte di una stessa comunità e sanno che l’umanità non è fatta per giungere in fretta a una meta, a un risultato, ma per camminare insieme.

            Facciamo l’elogio del tempo passato con i bambini per dire ai bambini quello che tutti i regali del mondo non bastano a dire, e cioè che sono amati.

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